Mons Cicunus: la storia di Monte Cerignone

15,00 IVA Inclusa

Immaginare, o meglio venire a conoscenza che, oltre ai ben risaputi fatti sul Tribunale Feretrano o su Uguccione, a Monte Cerignone abbiamo avuto assassini e fuggitivi, leggi di ingresso nel paese nel periodo della peste, Maleficiari ed un Assessore all’Inquisizione, famosi scalpellini e conduttori di diligenza (postiglioni), che Guidobaldo I Duca di Urbino si è rifugiato in casa Pascucci durante la sua fuga dal Valentino o che tra le bellezze del paese sono annoverati numerosi camini in pietra, non può che sollevare una sincera curiosità.

Il primo libro sulla storia di Monte Cerignone, ancora mai pubblicato

Formato A5 – pagine 113 – contenente il carteggio del Gesuita Padre Natale Fabrini

Descrizione

Mons Cicunus: il testo inedito di Natale Fabrini

L’Archivio Storico di Monte Cerignone suscita a tante persone, una naturale curiosità; una fascinazione forse dovuta a quell’aria ricca della Storia del nostro Borgo ed anche di tutto l’antico Montefeltro.

Questo ambiente polveroso ed un po’ oscuro, fatto di vecchie carte stropicciate, è una miniera di informazioni e documenti ed, insieme, anche un luogo magico e singolare.

Probabilmente Padre Natale Fabrini, al quale si deve, come ben sappiamo, il riordino e la catalogazione del materiale presente, ha subito la stessa attrazione.

È iniziata così, credo, la sua voglia di mettere per iscritto le vicende del nostro Paese: questo ritrovarsi continuamente in mano documenti originali, atti di personaggi storici fondamentali per il Montefeltro e per l’Italia, insoliti avvenimenti e traversie varie, ha forse fatto in modo che si accendesse la scintilla che lo ha portato alla stesura del suo “Mons Cicunus”.

Di questo testo però non tutti sanno e, spesso, chi sapeva lo dava ormai per perduto, pur essendo a conoscenza del fatto che il suo contenuto fu utilizzato dal Prof. Arzilli nella composizione del famoso suo libro sulla Storia di Monte Cerignone.

Però, un giorno, nello scartabellare alla ricerca di documentazione sulla nostra grande Rocca, mi sono trovato di fronte alla copia dattiloscritta della ricerca di Padre Natale e, anche se confesso che un poco ci contavo, confidando soprattutto nella fervida passione del religioso per il nostro Archivio, la sorpresa è stata forte…

Sul faldone che raccogliere le carte si legge:

Queste note storiche sono state preparate dal gesuita prof. Fabrini padre Natale del posto, che riordinò le carte dell’Archivio Storico. Esse non furono date alle stampe a causa dell’imprimatur del proprio ordine che avrebbe richiesto lungo tempo con esito incerto.

La pubblicazione doveva essere curata, in un secondo tempo, dal segretario Raimondi Giovanni al quale padre Fabrini, aveva ceduto i capitoli dattiloscritti.

Questi non li pubblicò prima per le difficoltà finanziarie e poi perché, nel luglio 1951 è stato trasferito.

Comunque le note dattiloscritte sono servite di base al prof. Arzilli per la pubblicazione della monografia “Monte Cerignone – note storiche”, il quale ampliò le notizie e approfondì le ricerche, rendendo più interessante la pubblicazione anche dal punto di vista letterario, oltre di quello storico”.

Ora, il dare alle stampe tale opera è divenuta cosa ovvia e doverosa: un po’ per romantica gratitudine ed un po’ perché il testo, come vedrete, è colmo di informazioni inedite e delle quali non dobbiamo di perdere memoria.

Il dattiloscritto che portiamo alla pubblicazione è l’originale sul quale ha lavorato direttamente il frate e la sua ricostruzione non è stata affatto semplice.

In prima battuta si sottolinea che la numerazione dei capitoli è stata spesso omessa o modificata più volte; il senso logico suggerisce la sequenza proposta ma non è affatto da escludere che alcune sezioni non siano nella giusta successione.

Inoltre sono molteplici le cancellazioni, le riprese e le aggiunte a penna. Di qui la scelta di inserire in postille specifiche, le soppressioni ritenute più interessanti e che vanno oltre la semplice correzione.

Anche le note hanno destato alcune difficoltà poiché spesso non era presente il richiamo diretto, risultando avulse dal testo.

Si è deciso così, per facilitare la lettura, di omettere la bibliografia e le segnature di archivio, inserendole poi in una parte dedicata alla fine del volume.

Sono invece state inserite tutte le annotazioni di commento; aggiunte fondamentali ed associate al testo.

Venendo al contenuto: la valenza dell’opera è sorprendente a prescindere e contiene notizie fuori dall’ordinario.

Immaginare, o meglio venire a conoscenza che, oltre ai ben risaputi fatti sul Tribunale Feretrano o su Uguccione, a Monte Cerignone abbiamo avuto assassini e fuggitivi, leggi di ingresso nel paese nel periodo della peste, Maleficiari ed un Assessore all’Inquisizione, famosi scalpellini e conduttori di diligenza (postiglioni), che Guidobaldo I Duca di Urbino si è rifugiato in casa Pascucci durante la sua fuga dal Valentino o che tra le bellezze del paese sono annoverati numerosi camini in pietra, non può che sollevare una sincera curiosità.

E anche su informazioni più note, quali il Dante glossato de Tonsis o gli Statuti Feretrani, è interessante leggere direttamente da chi, il Fabrini appunto, fu il rinvenitore di tale documentazione, fino ad allora, creduta smarrita.

Questa edizione è stata poi arricchita di alcune copie di documenti di archivio e dalla corrispondenza fra Padre Natale e Giulio Sertori.

Spero che questo lavoro possa essere utile a mantenere viva la memoria dei nostri luoghi e che possa indurre altri a proseguire la strada indicata dal nostro esemplare concittadino.

 

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